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    L' Alcool Denaturato: Storia di un killer di stato .

    #alcooldenaturatokillerdistato
    Una delle manifestazioni del malcostume italiano per il quale l’interesse di pochi , organizzati in lobby che potremmo definire piú forti , subdole e spregiudicate della mafia, riescono a provocare enormi danni economici, affettivi e morali a l’intera comunitá.

     

    Mi sono interessato la prima volta di questa problematica nel 1980 , per incarico del Prof. Scrocca. imageIl problema era così riassumibile:

     

    L’Alcool denaturato, erroneamente considerato un disinfettante, era onnipresente per questa sua indicazione e venduto liberamente anche in supermercati. La sua confezione in recipiente morbido e con tappo a spruzzo , ne suggeriva però un utilizzo incongruo e pericolosissimo: l’uso come attivatore di fiamma per accendere fuochi e barbecue . Il ritorno di fiamma provocava l’esplosione della bottiglietta trasformandola in una bomba.

    Effettuai un esame della legislazione vigente e scrissi un articolo che inoltrai a diversi organismi è che posi, tramite un amico suo addetto stampa , direttamente sulla scrivania del Ministro della Sanità di allora (Aniasi). La situazione di allora era che il denaturante dello stato era addirittura di formulazione segreta , ma si sapeva contenesse anche alcool metilico. Quindi vi era un grave problema anche tossicologico. Successivamente questi aspetti furono risolti, ma , a parte il rispetto sulle norme di etichettatura , prima spesso disattese, nessun reale cambiamento  si è verificato fino al 2003.

    In occasione del congresso SIUST di Rimini nel 2003 l’argomento dell’alto numero di vittime da ustioni provocate da incidenti imputabili all’uso incongruo e soprattutto alla pericolosissima confezione”spruzzo ‘ fu inserito nel programma scientifico. (Presentazione)

    Si evidenzió che il problema era legato alla commercializzazione della sovrapproduzione di alcool che caratterizza i paesi produttori di zucchero. Questa problematica infatti ci accomuna al Brasile , dove é stata condotta la stessa battaglia e dove, tra alterne vicende dovute proprio alla contrapposizione con i produttori, spesso costituiti da vere e propri multinazionali, sono riusciti ad ottenere l’obbligo di commercializzazione dell’alcol denaturato solo in forma di gel .


    La nostra associazione, con in testa il nostro instancabile ed ostinato presidente si è posta l’obiettivo di ottenere l’adozione anche in Italia di questa legge. A parte il problema morale , si è evidenziato il risparmio economico  che un provvedimento in tal senso avrebbe provocato.

    Dopo una petizione al Presidente della Repubblica é stato attivato un tavolo presso il Ministero della Sanità che , dopo una serie di incontri con produttori ed altri addetti ai lavori aveva prodotto il testo di un DM che pareva fosse stato emesso in tempi brevi, ma dopo un primo ottimismo ci siamo scontrati con resistenze  occulte che hanno provocato prima un progressivo svilimento del provvedimento attraverso riformulazioni sempre più edulcorate , poi un suo congelamento.

    In realtà , come spesso avviene in Italia , si sta dando il tempo ai produttori di prendere contromisure , infatti stanno entrando in commercio nuove confezioni e formulazioni con una varietà di iniziative alcune interessanti altre meno.

    La situazione attuale è la presente

    Prima del 2004 era assolutamente vietata ( cioè vietata se commercializzata in esenzione delle accise dovute per l’alcol ad uso alimentare) imageogni forma di alcool che non fosse rosa e a 90gradi.

    Un produttore che aveva osato mettere in commercio una formulazione a 70 gradi destinata alla pulizia profumata alla verbena fu perseguito per “contrabbando”. Successivamente una legge europea sancì ulteriormente che l'”Alcool Denaturato” doveva essere a 90 gradi ed obbligatoriamente contenere il colorante rosa per non essere confuso con altre formulazioni. Oggi abbiamo appurato é possibile registrare come ‘Dispositivi Medici’ dei prodotti a base Alcool Denaturato non rosa , quindi con denaturazione “speciale ” (Esoform, Farmecol) e questo, esaminando il decreto 524 del M.delle Finanze , poteva forse essere possibile già dal 1996 , solo che forse oggi stanno concedendo le autorizzazioni forse prima negate.

    Ma la vera novità credo sia l’Alcool Denaturato Speciale 70 gradi bianco che riporto qui che conserva comunque il nostro affezionatissimo tappo a spruzzo.

    É fuorilegge ?( potrebbe essere un camorrista visto che è fatto ad Afragola ?) o vi é una nuova legge che lo permette , visto che non é un dispositivo medico ma un nuovo “Alcool Denaturato ” ? In etichetta viene richiamato il comma 4 art2 DM 524, che in realtà limiterebbe la gradazione la 40 gradi.

    4.L’alcole etilico destinato alla fabbricazione dei detersivi liquidi e in pasta per bucato, per stoviglie

    e per superfici dure (NC 3402 0000 ), dei lucidi per scarpe liquidi in confezione autolucidante (NC

    3405 0000), dei deodoranti ambientali in forma liquida, aerosol e spray (NC 3307 0000 ), degli

    insetticidi in forma liquida, aerosol e spray (NC 3808 0000 ) deve essere denaturato mediante

    l’aggiunta, per ogni ettolitro anidro di alcole, delle sottoindicate; sostanze, alla condizione che nel

    prodotto finale il tenore alcolico non superi i 40 gradi:

    a) 4.000 grammi di isopropanolo;

    b) 500 grammi di metiletilchetone;

    c) 2 grammi di bitrex.

    Il fatto è che ho reperito questa bottiglia nella Clinica Ruesch che lo usa abitualmente. Infatti a 70 gradi é un buon disinfettante , come documentato nella scheda del Farmecol. Ma questo tipo di denaturazione è compatibile per l’uso come disinfettante ? Non si può controllare perché nella scheda tecnica del Farmacol non sono citati i denaturanti!

    Insomma quello che vige é una grande confusione . Se dovessimo scrivere una legge per prevenire le ustioni sarebbe molto difficile capire cosa dovremmo scrivere!

    Metto a vostra disposizione una piccola banca dati di documenti inerenti questo articolo all’indirizzo:

    https://www.dropbox.com/sh/443lg7s76iaihqy/AACkTTz_lDOpUiH-XrWThsAKa?dl=0

    Gaetano Esposito

     

    Alto rischio ustioni con l'alcol denaturato

    image4

    Appello presso l' AIFA

    image3Il Presidente Acchiardi ha portato al convegno dell’AIFA “Farmaci Diritto di parola” la voce dell ‘ Octopus Onlus. Ha affrontato tra l’altro il problema delle vittime da alcool denaturato e le iniziative per promuovere una legge per l’obbligo di limitare la libera commercializzazione solo alla forma in gel.

    XX Congresso Nazionale della Società Italiana delle Ustioni

    image2

    4Ottobre  2012

     


    SCARICA LA PRESENTAZIONE CON L’INTERVENTO DEL DOTT. ACCHIARDI SIUST 2012 BRINDISI 


    Addio al pioniere degli ustionologi italiani

    Simone Teich Alasia muore
    a 96 anni. Fondò il Centro
    Grandi Ustionati del Cto

    MARINA VERNA
    torino

    Adesso che si avviava ai cento anni e guardava indietro alla sua lunghissima esistenza, Simone Teich Alasia – il chirurgo plastico fondatore del Centro Grandi Ustionati del Cto che si è spento ieri per una crisi respiratoria – aveva solo parole di gratitudine verso la vita. «Sono stato fortunato, sono stato felice – diceva -. Ho fatto un mestiere bellissimo e ho avuto tutto, anche la possibilità di fare del bene». E di vederlo riconosciuto: non solo nell’affetto grato di tante persone che sono state curate da lui, ma anche in quel Sigillo Civico che la città di Torino riserva ai cittadini «meritevoli di particolare riconoscimento» e che lui, ungherese naturalizzato italiano, aveva accolto con fierezza e commozione. Nato a Budapest nel 1915 in una famiglia ebraica, era venuto a Torino negli Anni 30 per studiare medicina. Ma anche qui lo aspettavano le leggi razziali. Con il nome di Tullio Salvi fu nascosto in un ospedale, dove lavorava un po’ defilato e aveva una sua stanza. Ma qualcuno lo denunciò. Fu catturato e incarcerato nella fortezza di Civitella del Tronto, nelle Marche, da dove riuscì a fuggire. Raggiunse Torino e si unì ai partigiani delle Valli di Lanzo, per i quali organizzò – con pochissimi mezzi – un ospedalino da campo in Val Grande. I tedeschi misero una taglia su di lui ma non lo presero mai. Dopo la liberazione si specializzò in chirurgia plastica a Torino e Londra, da dove portò tecniche innovative per le ustioni. Fu così che quando la città decise di costruire l’Ospedale Traumatologico, il professor Teich Alasia fu incaricato di progettare e dirigere il Centro Grandi Ustionati, di cui è stato primario fino al 1985. Diventato «emerito», ha creato la Fondazione per lo studio delle ustioni, dove ha guidato importanti ricerche sulla coltivazione della cute e il trattamento delle cicatrici. Migliaia di persone sono passate nel suo studio e sotto le sue mani, tutte accolte con il suo sorriso gentile e la parola rassicurante. Ha ridato la vita a chi era stato devastato dalle fiamme. E il sorriso a chi non era contenta della sua faccia. «Gli interventi futili non esistono – diceva -. Un lifting ben fatto, un naso di cui si è soddisfatti, danno un grande senso di sicurezza. Ho visto, nelle mie pazienti, dei cambiamenti di carattere straordinari. Non parliamo poi della ricostruzione del seno dopo un’asportazione per tumore: che felicità per queste donne, che si erano sentite condannate a una vita ritirata, poter andare in spiaggia senza mettere dei riempitivi nel costume. Io credo che esista un diritto per tutti alla chirurgia estetica». Però sapeva dire dei «no». Non avrebbe mai fatto un intervento di cui non era convinto. Soprattutto quando gli chiedevano un naso «alla maniera di….». Diceva: «Un chirurgo plastico deve avere un grande senso estetico e usarlo per valutare le richieste delle pazienti. Non si crea un viso bello mettendo insieme dei dettagli belli, è l’armonia dell’insieme che conta. Per esempio, non ha senso prendere il naso di Claudia Cardinale e metterlo su una faccia larga. Il risultato sarebbe il muso di un pechinese». Il complimento più bello che una signora poteva fargli era: «Nessuno si è accorto che ho rifatto il naso». Allora era davvero contento: «Vuol dire che in nessun modo ho cambiato le caratteristiche di un volto. Perché ha senso togliere i difetti più vistosi, ma l’espressione deve restare la stessa». Amava molto la musica, e fino a pochi anni fa lo si incontrava spesso al Lingotto o all’Auditorium. E sempre c’era qualcuno che gli si avvicinava e diceva: «Professore, si ricorda ancora di me?». da

    Relazione al Congresso europeo del EBCA.

    Pubblico qui la relazione presentata a Bruxell il 28 Novembre
    A SHORT INTRODUCTION
    My name is Tommaso Acchiardi, President of OCTOPUS, ” The National Associations Confederation of burn patients” , but I’ m also, unfortunately a major burn case. I’m sorry for my English, but I don’t speak English from one thousand nein hundred eighteen ( 1980 ).
    The incident happened in my house, during the evening of the four of April two thousand tree ( 2003 ), because my shirt of acrylic fabric, which I had not in the trousers, touched for a second the fire of a candle which acts as an air purifier, which was placed on the border of the table. Immediately the shirt bursted into flames with very high and hot flames: immediately ( in two seconds ) I took off my shirt, but my back and the left armpit were burned.
    In the Hospital diagnosed a deep third degree burn. I remained in the hospital for two months; during this period I had a surgical operation with autograft of skin with removal of skin from my left leg.
    After seven years, I ‘m still in pain because of the scars, above all on the left armpit, where every movements cause to me a important pain. Always.
    I hope to have a new operation in January two thousand eleven, to reduce the scar extension with a new autograft in the left armpit , to be able in the future to move my arm without difficulty but above all without pain.

    On 11-13 of November during the SIUST ( SIUST is the Italian Society of burns, which assembles the best plastic surgeons, physiotherapists and nurses, specialized on the burn patient care, adult and children ), I informed that the OCTOPUS has requested to the President of the Italian Republic, to the mayor of Turin ( my dear friend ) and to the Italian Ministry of Health to present a law to oblige the marketing of denatured alcohol in gel.
    In this way it will be impossible to spray directly the alchol on the barbecue, coals and fireplace, with the result to avoid hundreds of burn patients every years, avoiding atrocious pains and thousands of Euro for the medical treatments.
    To realize this project a European directive will be essential so I need to have your data about burn patients by denatured alchohol: the number of patients, the stay in the hospital and a valuation of the total costs of the hospitalization in a Burn Center for major Burns.
    Looking forwards to receive your data I attach my telefon number and my email account.
    I want to thank you in European burn patients name and in them who will avoid a burn thank to gel alchohol.
    For ethyl alcohol, that i hope find available for sale only in the gel,
    Help you too, Princess Astrid, proposing a law to your community. This will prevent hundreds of serious burns and millions of euros saved in hospital costs.

    WHAT’S OCTOPUS

    I am President of Octopus, National association in Italy and also GAU, other association in Turin..
    OCTOPUS is the acronym of ” The National Associations Confederation of Burned Patients “. It has been founded on 08th July 2009 with the aim to join the energies of different associations of burned patients already active in Italy, to try to reach common and very important objectives.
    The Associations of Octopus are active in five Regions of Italy, and they are:
    – GAU in Turin (zone Nord Ovest of Italy), where I am also the President.
    – FENICE in Cesena (zone Nord Est of Italy)
    – ACTRUP in Florence (I think that you know…)
    – ASSOBUS in Rome (in center of Italy)
    – ACTRUP in Naples (in South of Italy)
    In statute of Octopus have been planned important instruments for promoting the organizations in a ” tentacular ” way, of burned patients’s groups also in the other Italian regions, to enhance the actions towards the solutions of the problems of these patients.
    The objective to obtain from the regional administrations the ” free ” treatments for the burn outcomes is the first, urgent and immediate aim. At the moment only in Piemonte and in some regions with a special statute ( Sicilia and Sardegna ) is guaranteed a fund for these treatments. In the other regions the families must burden with expensive costs, only because a ” careless ” legislator has not included in the listing of charges, the essential health services for these patients, impeding also the intervention of collaborating officers.
    Another important objective is the prevention, above all from denatured alchool, which, for an inappropriate legislation , every year continues to cause an high number of victims. But the problems of burned patients are not limited in Italy. Also in the other European countries, burned patients have felt the need to assemble in associations to claim their rights and to stimulate the investiments for the prevention.
    In this way the EBCA is born, to which OCTOPUS has decided to join with great pleasure, sharing the projects and aim.
    I will speak for ethyl alcohol, that i hope find available for sale only in the gel, because i can no longer be sprayed on the flames. Help you too, Princess Astrid, proposing a law to your community. This will prevent hundreds of serious burns and millions of euros saved in hospital costs.

    Tommaso Acchiardi
    Bruxelles 2010, 26 November

    La giornata dell'Assobus

    ore 9.30 :  presso l’Aula Grilli dell’Ospedale S.Eugenio

    I presidenti dell’ ECBA, dell’OCTOPUS e della ASSOBUS  intodurranno i lavori.

    La mattinata è a disposizione di tutti i pazienti ed i genitori dei piccoli pazienti che vorranno intervenire.

    www. ecpb.net

    ore 20.30 : Megafesta al ROOM 26   “L’ isola che non c’è “

    prenota il tuo invito all’indirizzo

    megafesta.assobus.com

    Forum Octopus

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